“I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori. The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces”: la scultura romana alle Gallerie d’Italia

Roma incontra Milano. Se ne innamora. Le Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala di fronte il famigerato Teatro alla Scala, celebrano il matrimonio della famiglia Torlonia con la Città della moda. Con cinque nuove opere restaurate che di certo non passano inosservate.

Sembra di entrare in un’altra mostra alle Gallerie d’Italia. Oltre la soglia della porta d’ingresso, fuori dallo scenario teatrale e dalla moda milanese di via Manzoni, si rimane abbagliati dal luccichio del marmo bianco dei busti romani. A cominciare dai grandi imperatori Vespasiano, Tito, Domiziano dell’antica dinastia flavia, passando per il viaggiatore Adriano imperator fino ad arrivare a Caracalla, appartenente alla dinastia dei Severi.

Sarcofago e busti romani nel Salone Scala alle Gallerie d'Italia
Sarcofago e busti romani nel Salone Scala alle Gallerie d’Italia

E girando lo sguardo in avanti, indietro, a destra e a sinistra, un brivido lungo la schiena inizia a farsi sentire, come ipnotizzati sotto un incantesimo artistico dell’età classica, in cui le sculture marmoree paiono prendere vita in ogni sala espositiva. Se ne contano 6, ognuna con una propria storia che ospitano un totale di 96 marmi, tutti appartenenti alla Collezione Torlonia, la più importante raccolta privata di statuaria classica che è approdata in primis a Milano: Sezione I – Evocazione del Museo Torlonia; Sezione II – Scavi Torlonia (secolo XIX); Sezione III – Villa Albani e lo Studio Cavaceppi (secolo XVIII); Sezione IV – La Collezione di Antichità di Vincenzo Giustiniani (secolo XVII); Sezione V – Le Collezioni di Antichità dei secoli XV – XVI e infine Epilogo – Storia del restauro, in cui si può visionare una copia del magnifico volume del Museo Torlonia del 1884 con la riproduzione in fototipia delle 620 sculture totali del Museo. Dopo Milano, la mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori” inizierà un tour internazionale, che si concluderà presso una sede espositiva permanente del nuovo Museo Torlonia.

I busti degli imperatori romani si accomodano ben volentieri nei grandi saloni che le Gallerie d’Italia hanno riservato loro, e procedendo tutto intorno ci si accorge di quanto il classicismo abbracci calorosamente il modernismo, con qualche rifinitura originale da rimanerne ammaliati. Come le due opere che si stringono fedelmente la mano: la Medusa tipo Rondanini degli inizi del II secolo d.C. su trapezoforo a testa di grifo del 150-160 d.C circa e la Medusa tipo Rondanini moderna, forse degli inizi del XVII secolo su trapezoforo a testa di leone del 150-160 d.C.

Medusa tipo Rondanini (inizi secolo II d.C.) su trapezoforo a testa di grifo (circa 150-160 d.C.)
Medusa tipo Rondanini (inizi secolo II d.C.) su trapezoforo a testa di grifo (circa 150-160 d.C.)
Medusa tipo Rondanini moderna (inizi XVII secolo ?) su trapezoforo a testa di leone (circa 150-160 d.C.)
Medusa tipo Rondanini moderna (inizi XVII secolo ?) su trapezoforo a testa di leone (circa 150-160 d.C.)
Statua di Ercole ricomposta da 112 elementi antichi e moderni (Fondazione Torlonia)
Statua di Ercole ricomposta da 112 elementi antichi e moderni (Fondazione Torlonia)
Leda e il cigno (Fondazione Torlonia)
Leda con il cigno II secolo d.C. (Fondazione Torlonia)

Se le due opere seguono un fil rouge continuo come se una fosse la riproduzione riletta in chiave moderna dell’altra, rimane (e rimarrà) scolpito nella mente del visitatore il restauro secolare più affascinante fra tutti i marmi esposti: l’Ercole composto da 112 pezzi, già esposto a Roma, che dialoga con la scultura della Leda con il cigno. Entrambe le statue presentano diverse fasi dell’intervento di pulitura, per rendere visibile ciò che il restauro contemporaneo comporta nel suo dettagliato lavoro. Impressionante, anche per l’occhio critico di un artista che non può fare a meno di ammirare.

“I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori. The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces” saranno visitabili dal 25 maggio fino al 18 settembre 2022 alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala 6.

E vale davvero la pena vederli.

2 comments
    • Gaetano Corvaia
    • Capolavori del classicismo italiano.
      La mostra, merita la visita!

      • Martina Corvaia
      • Assolutamente si! 🙂

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